”Il sindacato deve difendere solo il lavoro o deve difendere anche i lavoratori? Le due cose non sono completamente coincidenti. La seconda è più della prima. Le persone non sono solo un salario. Non sono solo il prezzo del loro lavoro. Questo mi sembra il nocciolo duro del dilemma che sta lacerando il mondo sindacale. Il duro efficientismo di Marchionne ha le sue ragioni e i suoi pregi (per esempio, la chiarezza). Ma riduce quella che fu la massima questione politica del ventesimo secolo ( l’autodeterminazione e la dignità delle persone che lavorano, la loro speranza di non essere solo una variabile dipendente del profitto altrui) a pura zavorra. E costringe il sindacato a scegliere, in qualche modo, tra la difesa del lavoro e la difesa dei lavoratori.
Lo spiegava bene, ieri su questo giornale, il ministro Sacconi: “I cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e della produzione sono imposti dall’andamento del mercato”. E da nient’altro. Non da altri interessi, altri bisogni, altre urgenze. Per un ex socialista, è come riconoscere che al di fuori delle leggi del capitale non esiste altro significato politico. E che - dunque - il socialismo, il movimento operaio, il sindacato “di classe” sono stati solo un folle abbaglio lungo quasi due secoli.
Michele Serra - L’amaca di oggi