appunti, spunti, ritagli e note a margine per un blog su cui non scrivo mai...
”Su Repubblica c’è l’ennesimo articolo sull’ennesima iniziativa la cui utilità sta nel generare un post sul blog, una pagina su Facebook, un articolo retroscenista, ovvero un gruppo di BelliCapelli che convocano loro stessi per dirsi tra loro (e ai lettori del blog, e agli amici di Facebook, e ai giornalisti delle pagine politiche che con qualcosa van pur riempite) che ci vuole il rinnovamento della classe dirigente, ci vuole talmente tanto, è una tale urgenza che i BelliCapelli ce l’avevano già come priorità a venticinque anni e ormai ne han quaranta.
Ora, per carità, le vanità son tutte legittime, lo spazio sotto i riflettori è affollato più di Rimini a Ferragosto e vedo gente che, per guadagnare un ombrellone di terza fila al tg, è capace di sostenere che l’infermiera rumena se l’è cercata, che Angelina Jolie è una cozza, che gli embrioni hanno identità giuridica – figuriamoci se mi scandalizzo perché i BelliCapelli frignano. Anzi. Voglio prenderli molto sul serio. Tenere in grande considerazione le loro istanze.
E quindi vorrei sapere: ma se, come affermano loro, «si tratta di prendere atto del fallimento di chi da vent’anni sta nei palazzi della politica», se «il paese ha gli stessi problemi da vent’anni», se «i leader del centrosinistra sono sempre lì, non si schiodano dalle poltrone nonostante le sconfitte» – ecco, se tutto questo è vero (e mica vorremo dubitarne), e quindi i dirigenti adulti del PD (sì, insomma, quelli che lavorano invece di frignare) sono in una posizione di totale debolezza e zero consenso, come la mettiamo col fallimento dei BelliCapelli? Ovvero: se il tuo obiettivo politico dichiarato è da non so quanti anni prendere il posto di qualcuno, e quel qualcuno è ufficialmente debole nel suo ruolo, e ciononostante tu non riesci neanche a fregargli il posto nel parcheggio aziendale, cosa mi dice questo del tuo carisma, delle tue capacità politiche, del tuo carattere, della tua personalità?